A Bao A Qu

Per contemplare il paesaggio più meraviglioso del mondo, bisogna raggiungere l'ultimo piano della Torre della Vittoria, a Chitor. Là c'è una terrazza rotonda che permette di dominare tutto l'orizzonte. Una scala a chiocciola porta alla terrazza, ma si azzarda a salire solo chi non crede alla favola, che dice così: Sulla scala della Torre della Vittoria abita fin dal principio dei tempi l'A Bao A Qu, sensibile ai valori delle anime umane. Vive in uno stato letargico, sul primo gradino, e gode di vita cosciente solo quando qualcuno sale la scala. Le vibrazioni della persona che si avvicina gli infondono vita, e si insinua in lui una luce interiore. Allo stesso tempo, il suo corpo e la pelle quasi traslucida iniziano a muoversi. Quando qualcuno imbocca la scala, l'A Bao A Qu si mette quasi ai talloni del visitatore e sale aggrappandosi al bordo dei gradini curvi e consunti dai piedi di generazioni di pellegrini. A ogni scalino il suo colore si intensifica, la sua forma si perfeziona e la luce che emana diventa sempre più brillante. È prova della sua sensibilità il fatto che raggiunge la forma perfetta solo all'ultimo gradino, e solo quando colui che sale è un essere spiritualmente evoluto. Altrimenti resta come paralizzato prima di arrivare, il corpo incompleto, il colore indefinito e la luce vacillante. L'A Bao A Qu soffre se non può formarsi del tutto e il suo lamento è un suono appena percettibile, simile al fruscio della seta. Ma quando l'uomo o la donna che lo rianimano sono colmi di purezza, l'A Bao A Qu può giungere all'ultimo scalino, completamente formato, irradiando una viva luce azzurra. Il suo ritorno alla vita è molto breve perché, quando il pellegrino scende, l'A Bao A Qu ruzzola e cade fino al gradino iniziale, dove, ormai spento e simile a un'incisione dai contorni vaghi, aspetta il prossimo visitatore. E possibile vederlo bene solo quando arriva a metà della scala, dove i prolungamenti del suo corpo, che lo aiutano a salire come piccole braccia, si definiscono con chiarezza. C'è chi dice che guarda con tutto il corpo e che al tatto ricorda la buccia della pesca. Nel corso dei secoli, l'A Bao A Qu è giunto solo una volta a perfezione. Il capitano Burton riporta la leggenda dell'A Bao A Qu in una nota della sua traduzione delle Mille e una notte.

- Jorge Luis Borges - IL LIBRO DEGLI ESSERI IMMAGINARI (https://www.ibs.it/libro-degli-esseri-immaginari-libro-jorge-l-borges/e/9788845920981)



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