La pietra BENBEN

 

Pietra di Benben dalla Pramide di Aenehmat, III, XII dinastia. Pubblico dominio.

La pietra di Benben era strettamente legata al mito della creazione ed è spesso classificata tra i simboli più importanti dell'antico Egitto, con associazioni con la divinità Atum, Ra e con il uccello bennu Oltre al suo simbolismo e all'importanza percepita, la pietra di Benben è stata anche fonte di ispirazione per due delle più importanti opere architettoniche dell'antico Egitto: le piramidi e gli obelischi.

La pietra di Benben, detta anche pyramidion, è una roccia sacra a forma di piramide, venerata nel Tempio del Sole di Eliopoli. Sebbene non si conosca l'ubicazione della pietra originale, nell'antico Egitto sono state realizzate numerose repliche.
Secondo la versione dell'antica cosmogonia egizia seguita a Eliopoli, il Benben era la pietra o il tumulo primordiale che emergeva dalle acque di Nun al momento della creazione. All'inizio, il mondo consisteva in un caos acquatico e nell'oscurità, e non c'era nient'altro. Poi, il dio Atum (in altri miti cosmogonici è Ra o Ptah) si posò sulla Pietra di Benben e iniziò a creare il mondo. Secondo alcune testimonianze, il nome Benben deriva dalla parola egizia weben, che sta per "Il di sorgere".

La Pietra di Benben aveva proprietà e funzioni notevoli nella mitologia egizia. Era il luogo in cui cadevano i primi raggi del sole ogni mattina. Questa funzione la collegava a Ra, il dio del sole. La Pietra di Benben conferiva poteri e illuminazione a chiunque si trovasse nelle sue vicinanze. In questo senso, era un oggetto molto ambito.



La Pietra di Benben era associata all'uccello bennu, che aveva un ruolo centrale nel mito della creazione, poiché gli Egizi credevano che il suo grido determinasse l'inizio della vita nel mondo. In queste storie, l'uccello bennu gridava mentre si trovava sulla Pietra di Benben, consentendo la creazione iniziata dal dio Atum.


Per molto tempo questa piccola piramide ha reso difficoltoso il lavoro e la ricerca di migliaia di scienziati che ancora oggi è permeata da un mistero irrisolto.
Il materiale, una pietra nera pregiatissima, risulta essere qualcosa di non ordinario poichè ogni singolo componente non esiste sulla nostra superficie terrestre.
Dalle componenti di ferro infatti, è trovabile solo sui meteoriti di origine spaziale e altresì non è affatto facile da lavorare e/o scolpire, anzi.
Un’altra stranezza sta però nel fatto che sia molto semplice romperla, rendendola così anche molto fragile ma, dunque, ci si chiede come sia di fatto possibile che sia stata modellata e smussata in quel modo.
Basti osservare le iscrizioni e le figure incise sulla pietra: ad oggi nessuno scienziato riesce a spiegare quale sia stato l’attrezzo utilizzato per la lavorazione, se non solo ed esclusivamente attraverso il laser.

Questa pietra nera, ospitata al Museo Egizio del Cairo, ha un’ulteriore particolarità ovvero irradia energia elettromagnetica positiva nell’ambiente circostante, tanto da confortare a livello psico-fisico chiunque le si avvicini.
Dal potente significato religioso, Benben significa “il Fuoco della Doppia Generazione“, ovvero una pietra sacra venerata sulla collina di Eliopoli (Heliopolis) laddove si manifestò la divinità del Sole nel tempio di Atum.
Atum, secondo il mito, fu colui che ideò il Cosmo: la pietra Benben, nel primordio tra oscurità e caos, venne eruttata portando sulla propria cima Atum.
Alla mitologia di Benben e del Sole, si accosta quella di Benu, airone mitologico risalente all’Antico Egitto consacrato a Ra, il Dio del Sole.
Benu era una creatura che nell’antichità proteggeva l’anima e si prendeva cura della resurrezione.
Ogni obelisco o piramide riporta dunque il pyramidion, con le facce decorate e scolpite nel Medio Regno con geroglifici.
Nel Nuovo Regno invece il pyramidion presenta ogni faccia decorata con scene di culto o adorazione a Ra, seppure con pietra calcarea (ben diversa da questa Benben).

Fotni e Link utili:

- Mihrem

Commenti

Post più popolari