Lo sguardo e la critica
<< La mia capacità di osservazione si concentrò allora ad accogliere in modo assolutamente oggettivo, attraverso la pura visione, ciò che in una persona mi si presentava. Evitavo scrupolosamente di criticare in qualsiasi modo ciò che gli uomini facevano, o di lasciar sorgere qualche simpatia o antipatia nel mio rapporto con loro ; volevo semplicemente lasciare "che l'uomo, così com'era, agisse su di me".
Mi risultò presto che osservare il mondo in tal modo ci introduce veramente nel mondo spirituale. Nell'osservare il mondo fisico si esce completamente da se stessi; e, appunto grazie a ciò, si rientra nel mondo spirituale con un'accresciuta capacità di osservazione spirituale. >>
Rudolf Steiner
OO 28
Capitolo XXII
"Accanto a questa attitudine di venerazione che si risveglia nell'anima, noi abbiamo anche attitudini negative di critica, di biasimo, di irritazione e di collera contro uomini, contro eventi od azioni altrui.
Ebbene, non si può negare che qualche volta occorra pur criticare e che negli uomini possano sorgere queste reazioni; tuttavia dobbiamo anche affermare che da un punto di vista spirituale ciò corrisponde ad un chiudere se stessi. Tutto ciò che è critica o biasimo non vale per il mondo spirituale, è come se una macchina invece di marciare in avanti, marciasse all'indietro. Anche se l'attitudine critica può essere più o meno necessaria, soltanto ciò che è positivo, ciò che guarda il meglio di ognuno – questo soltanto è cibo dell'anima, vita dell'anima o può servire allo sviluppo dell'anima; se vogliamo quindi progredire seriamente, dobbiamo rinunciare a questa attitudine, che del resto non cambia nulla, non migliora le condizioni del mondo esterno e paralizza le nostre forze interne. Se al contrario, nei rapporti fra gli esseri, invece di guardare ciò che è difetto in loro, noi considerassimo le loro qualità migliori – perché tutti ne hanno qualcuna – rinforzeremmo in loro queste qualità. Perché la cancellazione delle qualità negative non viene fatta dirigendosi contro di esse ma promuovendo il rafforzamento delle qualità positive, del lato migliore di ognuno. Invece di critiche inutili bisogna incoraggiare quello che vi è di meglio: il biasimo dal punto di vista spirituale è energia perduta e forse un passo indietro per noi e per gli altri.
I sentimenti sono per l'anima quello che è il respiro per l'essere fisico e non dobbiamo concepire il nostro sentire accanto al pensiero come una attività che può esserci o non esserci; il sentimento deve esserci sempre, perché l'anima abbia il suo nutrimento come quello che la circolazione del sangue porta nel corpo".
一
✦ G. Colazza, Dell’Iniziazione, Ed. Tilopa
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